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Trieste,
città della Venezia Giulia, ab. 244.000 (Triestini),
altitudine metri 2, sul golfo omonimo, con porto sul mare
Adriatico, di grande importanza commerciale e militare,
tra la valle di Zaule e il promontorio di Miramare, ai
piedi del rilievo carsico. Capoluogo della provincia
omonima (TS, abitanti 266.000, kmq. 212) ripartita in 6
comuni, i principali: Duino, Miramare, Muggia, Sistiana.
Clima mediterraneo. Dal 1963 Trieste ed il suo territorio
fanno parte della regione a statuto speciale Friuli-Venezia
Giulia. Attraverso il suo porto Trieste mette in
comunicazione l'Adriatico e quindi il Mediterraneo con
tutta l'Europa danubiana (Austria, Slovenia, Croazia,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria).
Storia:
Anticamente centro dei Liburni, poi degli Istri, infine
dei Galli Carni, Trieste (Tergeste) fu colonia romana
sotto Augusto. Divenne in seguito dominio dei Goti, dei
Greci, dei Longobardi e dei Franchi. Nell'XI secolo si
costitu' in libero Comune, ma mantenne per poco tempo l'autonomia
perchè nel 1081 fu dall'imperatore Enrico IV sottoposta
all'autorità del Patriarca d'Aquileia. Nel XIII secolo
passò sotto il dominio di Venezia che le concesse una
certa autonomia. Nel 1382 diventò possesso degli Asburgo.
Un tentativo di ribellione all'imperatore fu domato e la
città venne saccheggiata (1468). Il periodo seguente fu
caratterizzato da continui tentativi di lotte contro gli
Absburgo e contro Venezia che le toglievano
rispettivamente le libertà municipali e la libertà di
commercio. Fino a tutto il XVII secolo subì un processo
continuo di decadenza. Nel 1719, con la dichiarazione di
Trieste come porto franco fatta dall'imperatore Carlo VI,
ebbe inizio un periodo di rinascita economica e la città
divenne il maggior centro marittimo-commerciale dell'Europa
danubiana e dell'Austria in particolare. Nel 1797, nel
1805 e nel 1809 fu occupata dai francesi. In questo
periodo si formarono due partiti: uno favorevole al
mantenimento dell'unione con l'Austria, l'altro
favorevole all'unione con l'Italia. Nel 1848 si tennero
molte dimostrazioni anti austriache che non portarono
tuttavia a nessun risultato concreto. Nel 1850, in
seguito alla prevalente volontà irredentistica dei più
avanzati gruppi triestini, il governo austriaco concesse
alla città una larga autonomia municipale con poteri
legislativi. Sconfitta l'Austria nel corso della prima
guerra mondiale, Trieste si ricongiunse alla madre patria.
Durante la seconda guerra mondiale subì la durissima
occupazione tedesca. Al termine del conflitto Trieste e l'Istria
furono reclamate dalla Jugoslavia appoggiata dall'U.R.S.S.
Il trattato di pace del 1947 stabilì la costituzione del
Territorio Libero di Trieste dal Timavo al Quieto, con
una superficie di circa kmq. 739,5. Il territorio avrebbe
dovuto essere amministrato, sotto l'egida dell'O.N.U., da
un governatore scelto dalle grandi potenze, ma la nomina
del governatore non si è mai avuta per il mancato
accordo delle parti in causa, in particolare per l'atteggiamento
del governo di Roma che non intendeva rinunciare ai
territori redenti nel 1918 e di quello di Belgrado che
accampava diritti opposti. L'Italia era sostenuta dalle
potenze occidentali (U.S.A., Gran Bretagna e Francia) e
la Jugoslavia dall'U.R.S.S. Pertanto il Territorio Libero
di Trieste rimase diviso in due zone: quella occidentale,
dal fiume Timavo al promontorio di Punta Grossa,
amministrata fiduciariamente dagli anglo-americani, e l'altra,
l'orientale, da Punta Grossa al fiume Quieto,
amministrata fiduciariamente dagli jugoslavi. Dal 1948 al
1954 due fatti concomitanti imposero una realtà che
indicava la via da seguire per risolvere il problema del
Territorio Libero di Trieste : da un lato si ebbe un
progressivo graduale inserimento della zona B nella
Jugoslavia sia dal punto di vista economico che da quello
sociale, valutario ed amministrativo; dall'altro,
Triestte e la sua zona A si legavano maggiormente all'Italia.
L'8 ottobre 1953 si registrò una prima mossa degli anglo-americani,
con la quale veniva annunciata la decisione di ritirare
le truppe e di passare l'amministrazione della zona A all'Italia.
Seguirono violente reazioni a Trieste , in quanto ciò
significava l'abbandono definitivo della zona B alla
Jugoslavia. Ma un anno dopo, il 5 ottobre 1954, venne
firmato a Londra un memorandum di intesa fra Italia e
Jugoslavia che stabiliva, a titolo "provvisorio",
di affidare la zona A del Territorio Libero di Trieste ,
in amministrazione fiduciaria all'Italia e la zona B alla
Jugoslavia, con piccole correzioni di frontiera. Quello
che rimane attualmente della Venezia Giulia, cioè il
comune di Trieste e quelli minori di S. Dorligo della
Valle, Muggia, Sgonico e Duino-Aurisina, è un territorio
di 223 kmq.; comprende uno stretto lembo costiero che
limita a nord ed a est il golfo di Trieste.
Arte:
Monumenti principali: la cattedrale di S. Giusto,
costruzione romana, modificata e ampliata nel corso dei
secoli secondo il gusto delle varie epoche; resti di un
anfiteatro e di templi romani; il castello (secoli XIV-XVIII);
la grande piazza dell'Unità; la chiesa di S. Antonio; il
palazzo del governo. Nei dintorni: il castello di
Miramare del XIX secolo.
Economia:
Produttività agricola scarsissima, data la natura
prevalentemente carsica del terreno. Industrie varie:
cantieri navali, fonderie, industria conserviera,
industria della birra, raffinerie e spremiture di oli
vegetali, oleifici, manifatture di tabacco, tessili.
Società di navigazione e terminal dell'oleodotto Trieste
-Ingolstadt. Importante porto attrezzato.
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