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Nuoro, città della Sardegna, ab. 37.500 (nuoresi), alt. 546 m.,
situata su un altipiano di granito. Capoluogo della
provincia omonima (NU, ab. 278.000, kmq. 7.044) ripartita
un 100 comuni, centri principali: Bosa, Dorgali, Lanusei,
Macomer, Oliena.La città è di origine medievale e sede
vescovile fin dal XII sec. Nel 1495 fu annessa a Cagliari; diventò importante solo nel
XVIII sec. quando le fu restituita la sede vescovile. Per
la sua posizione gode di ottima vista panoramica e aria
salubre. Conserva la cattedrale di Santa Maria della Neve
del XIX sec. con tela di Tiarini; la casa di Grazia
Deledda (Nobel per la letteratura nel 1926), nel rione di
San Pietro; la piccola chiesa della Solitudine con la
tomba della scrittrice. La provincia confina a Sud con
quella di Cagliari, a O con quella di Oristano e per un
breve tratto affaccia sul Tirreno, a N con quella di
Sassari e a E si affaccia sul Mediterraneo. Abbraccia un
territorio per lo più collinare e montuoso, tra cui il
massiccio del Gennargentu. Dopo un forte flusso
migratorio a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni
Settanta, la situazione si è regolarizzata nel corso
degli anni Ottanta. Nel territorio vi sono il bacino del
Cedrino e i corsi del Fluimendosa e del Tirso. L'economia
è essenzialmente agricola e pastorale. Si coltivano
prevalentemente cereali, patate e ortaggi nel fondovalle;
frutta, viti e olivi nella zona collinare. Dalle vigne si
producono vini tipici e rinomati. E' una delle provincie
più povere d'Italia, specialmente dopo il fallito
tentativo di creare un polo industriale a pochi km. dal
capoluogo. Lungo le coste è sviluppato il turismo che ha
permesso il crescere di alcuni paesi costieri come Tortolì,
Dorgali, Siniscola. Sviluppato anche l'artigianato di
tessuti di orbacee e di lino, mobili, utensili domestici
e arnesi agricoli. Nella città di Nuoro, centro
agricolo e commerciale, sono presenti alcune industrie
alimentari, di costruzioni elettriche, edili e tipografie.
Nelle vicinanze, cave di marmo, nuraghi. |
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