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Italia, stato dell'Europa meridionale, di cui occupa la penisola centrale, emergente dal Mar Mediterraneo, saldata al continente, a nord, dall'arco delle Alpi. Confina da nord-ovest a nord-est con Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e comprende le diverse isole ed arcipelaghi del mediterraneo centrale, con l'esclusione della Corsica (Francia) e dell'Arcipelago di Malta (stato indipendente). Sono geograficamente inclusi nel suo territorio i due stati indipendenti di S. Marino e del Vaticano. I limiti estremi dello stato sono rappresentati a nord dalla Vetta d'Italia (nelle Alpi Orientali, 47° 5'30" lat. N), a sud dalla Punta Pesce Spada (Isola di Lampedusa, 35° 29'26" lat. N), a ovest dalla Rocca Bernauda (Alpi Cozie, 6° 37'3" long. est), a est dal Capo d'Otranto (Puglia, 18° 31'13" long. est). La superficie totale è di 301.302 kmq., dei quali quasi 50.000 insulari. Al censimento del 1991 la popolazione risultava di 56.778.031 residenti. Capitale è Roma.
Aspetto fisico. Le coste si estendono per 7.456 kmq., di cui circa il 56% peninsulari, bagnate dai seguenti mari: a ovest il mar Ligure, delimitato a sud dalla Corsica; il Mar Tirreno, che si estende dall'arcipelago toscano fino all'estrema punta calabrese, tra la costa occidentale della penisola e quelle orientali della Sardegna e della Corsica, delimitato a sud dalla costa settentrionale della Sicilia; il Mar di Sardegna, compreso fra la Sardegna e la Corsica a est, e le Baleari a ovest e comunicante col Mar Tirreno attraverso le Bocche di Bonifacio, tra Corsica e Sardegna; a sud il canale di Sicilia, che la separa dall'Africa; a sud-est il Mar Ionio, su cui si apre il golfo di Taranto, e che comunica con il Tirreno attraverso lo stretto di Messina; a est l'Adriatico. Le coste hanno un carattere molto vario: generalmente più articolate sul versante occidentale, si presentano rocciose, alte e ripide in alcuni tratti (Liguria, parte della Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna), basse e sabbiose o ghiaiose, talvolta paludose, in corrispondenza delle foci dei maggiori fiumi, e in generale in buona parte dell'Adriatico. I principali gruppi di isole oltre a Sardegna e Sicilia sono: l'arcipelago Toscano (a cui appartiene l'Elba, la terza isola italiana per dimensioni), l'arcipelago Campano (Isole Pontine, con Ischia, Capri, Procida), l'arcipelago della Maddalena tra la Sardegna e la Corsica, l'arcipelago delle Eolie, a nord della Sicilia, l'arcipelago delle Egadi a est, e l'isola di Pantelleria e le isole Pelagie (con Lampedusa) a sud della Sicilia, l'arcipelago delle Tremiti, nel Mare Adriatico, a nord del promontorio del Gargano. Il territorio italiano è in prevalenza collinare e montagnoso, con l'unica grande pianura rappresentata dalla valle padano-veneta, che fa da cerniera tra la parte continentale e quella peninsulare. La restante area pianeggiante è frammentata in numerose ma piccole pianure, per lo più costiere e di origine alluvionale, in corrispondenza di fiumi appenninici (Arno, Tevere, Volturno, Sele, Metaponto, ecc.) e spesso di natura lagunare o paludosa, ormai largamente bonificate (Maremma, Agro Pontino, Tavoliere delle Puglie). Fa eccezione il tavolato della penisola salentina, all'estremità meridionale della Puglia, di natura calcarea. Anche le pianure delle isole maggiori (la piana di Catania in Sicilia e il Campidano in Sardegna) sono di natura sedimentaria. La configurazione montuosa dell'Italia è caratterizzata dalla presenza delle catene delle Alpi e dell'Appennino, che costituiscono la struttura morfologica portante della regione italiana, snodantesi l'una in senso longitudinale l'altra trasversale, senza che vi sia alcuna significativa interruzione tra un sistema e l'altro. Entrambe sono affiancate da fasce di rilevi minori, le Prealpi, di natura montuosa, a sud delle Alpi centrali e Orientali, e l'Antiappennino, prevalentemente collinare, prevalentemente lungo il versante occidentale dell'Appennino. L'arco delle Alpi, di cui appartiene all'Italia il versante meridionale, più ripido, si estende dalla Liguria alla Slovenia con altezza decrescente, per una lunghezza di ca 1.300 km. è formato prevalentemente da rocce di natura metamorfica cristallina, con presenza di formazioni di natura calcarea all'estremità orientale e nelle Prealpi occidentali. Le cime più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, culminanti nel Monte Bianco (4.810 m.), con numerose vette al di sopra dei 4.000 m. L'Appennino attraversa la penisola italiana in tutta la sua lunghezza, formando grandi archi, con uno sviluppo asimmetrico, che lascia sul versante occidentale uno spazio maggiore alla parte collinare antiappenninica. Si snoda a partire dalla Liguria (colle di Cadibona) fino alle propaggini nord-occidentali della Sicilia, per una lunghezza complessiva di ca 1.350 km. La parte settentrionale, comprendente l'Appenino Ligure e Tosco-Emiliano, di natura arenaria e argillosa, ha rilievi molto modesti (m. Cimone 2.163). Più elevato ed aspro l'Appennino centrale, di natura calcarea, spostato verso la costa adriatica e comprendente le sezioni umbro-marchigiana e abruzzese-molisana, quest'ultima culminante nel Gran Sasso, la massima cima appenninica (m. 2.914). L'Appennino meridionale, che si riavvicina alla costa tirrenica, presenta nella parte peninsulare sia massicci calcarei, che zone argillose (sul versante ionico), e culmina nel monte Pollino (2.271), da cui prende il via il massiccio granitico calabro-peloritano, che prosegue per un pò al di là dello stretto di Messina, per lasciare poi il posto ai rilievi carsici della Madonia. Costituisce corpo a sè il rilievo dell'Etna, nella parte nord-orientale dell'isola, la cima più elevata della Sicilia e il vulcano più alto d'Europa. I rilievi della Sardegna sono costituiti in prevalenza da antiche strutture granitiche, nella parte orientale e settentrionale, con formazioni più recenti di origine vulcanica e calcarea nella parte occidentale. La frammentazione orografica dell'Italia, determina un'idrografia caratterizzata da numerosi fiumi di lunghezza e portata generalmente molto ridotte e, date anche le condizioni climatiche, con un regime raramente regolare. Il bacino principale è quello del Po (km. 652), che raccoglie le acque di numerosi affluenti alpini e appenninici, prima di sfociare con un ampio delta nell'Adriatico. Gli affluenti di sinistra (Dora Baltea, Sesia, Ticino, Adda, Oglio, Mincio) sono caratterizzati da bacini più estesi e regimi più regolari di quelli appenninici, grazie all'alimentazione da parte dei ghiacciai e alla maggiore frequenza delle piogge, e presentano massime estive e minime invernali; gli affluenti appenninici, o di destra, (Tanaro, Trebbia, Taro, Secchia, Panaro) sono maggiormente legati alle precipitazioni e raggiungono le portate massime in primavera e autunno. I maggiori tributari dell'Adriatico sono: l'Adige, secondo fiume italiano (410), un tempo affluente del Po, il Piave, il Reno, il Tagliamento, il Brenta, l'Isonzo, il Livenza, tutti nella parte settentrionale, mentre il versante adriatico peninsulare è caratterizzato da corsi d'acqua molto modesti, che scendono con traiettorie parallele dagli Appennini.
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