Emilia Romagna pag. 1 2
Altri centri sono: Argenta, Busseto, Carpi, Casalecchio di Reno, Castel S. Pietro, Cattolica, Cento, Cervia, Cesena, Cesenatico, Comacchio, Correggio, Faenza, Fidenza, Fiorenzuola d'Arda, Imola, Lugo, Maranello, Mirandola, Porretta Terme, Riccione, S. Lazzaro di Savena, Salsomaggiore, Sassuolo. I comuni della regione sono 341. La popolazione risulta essere ben distribuita nei diversi centri urbani, per cui nessuna città ha assunto un aspetto propriamente metropolitano; il maggior addensamento si rileva lungo il percorso della via Emilia, cui fa riscontro una scarsa densità nella bassa pianura e nelle zone appenniniche (che risultano le meno popolate dell'intera regione). Il tasso di incremento demografico relativo alle nascite è negativo, ma la popolazione è comunque in lento e progressivo aumento grazie al fenomeno dell'immigrazione. Aspetto fisico: L' Emilia può essere divisa, dal punto di vista morfologico, in due parti distinte: la zona appenninica, che occupa la parte sud-occidentale, degradando verso sud-est con una fascia di colline, e la zona pianeggiante che costituisce parte integrante della grande pianura del Po. Da questo punto di vista i confini della regione Emiliana corrispondono a quelli naturali, essendo rappresentati dai crinali dell'Appennino Ligure e Tosco-emiliano, dal fiume Po e dalle vaste zone lagunari situate a Nord (Comacchio). I monti più elevati si trovano nella regione a N O del fiume Reno e comprendono l'Alpe di Succiso (m 2.017), il monte Cusna (m 2.121), il monte Cimone (m 2.163) e il Corno alle Scale (m 1.945). Le vette principali della regione romagnola sono il monte Falco (m 1.657) il monte Fumaiolo (m 1.480) e il monte Carpegna (m 1.514). La struttura appenninica fondamentale è stata intensamente erosa soprattutto dai corsi d'acqua, che hanno scavato numerose valli parallele orientate prevalentemente in direzione nord-est e percorse da valichi che mettono in comunicazione l' Emilia con la Toscana (Abetone, Porretta, Futa, Cisa, Raticosa, passo dei Mandrioli). I fiumi ed i torrenti della regione sono numerosi, essi possono comunque raggrupparsi in due distinte categorie: quelli tributari del bacino del Po e quelli tributari del bacino dell'Adriatico. Al primo gruppo appartengono i fiumi Tidone, Trebbia, Arda, Taro, Parma, Enza, Secchia e Panaro; al secondo i fiumi Reno, Idice, Lamone, Montone-Ronco, Savio, Rubicone, Marecchia, che hanno regime per lo più torrentizio. Intensa l'opera di adattamento e canalizzazione eseguita dall'uomo; basti pensare che il fiume Reno, originariamente tributario del Po è stato nel XVII sec. deviato e portato a sfociare a sud delle valli di Comacchio. Come tutte le regioni in cui intensa è stata l'opera modificatrice dell'uomo, la flora emiliana è attualmente composta per la maggior parte di piante utili di importazione adattate all'ambiente, prevalgono quindi le colture (cereali, viti, barbabietola, canapa, ecc.), mentre la flora naturale è rappresentata da castagni, faggi e conifere nella parte montuosa da olivi e pini nella fascia costiera. Parallelamente, la fauna indigena è ormai praticamente estinta: sopravvive ancora il tasso e poche specie di uccelli. Abbondano invece rettili, anfibi e uccelli da passo e, nelle valli di Comacchio, le anguille. Il clima è di tipo subcontinentale, scarsamente influenzato dal mare Adriatico, pertanto le escursioni annue sono molto forti con un clima estivo di tipo meridionale ed un clima invernale molto rigido, di tipo settentrionale. La piovosità è distribuita in funzione dell'altitudine con un massimo sui rilievi ed un minimo in pianura: raggiunge le punte più alte in primavera ed in autunno, mentre d'estate si riscontra una notevole aridità. Sul litorale adriatico durante i mesi invernali soffia la bora. Imponente il fenomeno delle nebbie che colpiscono le zone pianeggianti e in particolare le zone di bonifica.
Economia: L'Emilia è tra le regioni economicamente più sviluppate, sia per quanto riguarda l'agricoltura che l'industria e fornisce circa il 9% del prodotto interno lordo del paese. La pianura è intensamente coltivata, con un reddito medio molto alto, dovuto sia all'alto grado di meccanizzazione che ad un sistema efficiente di organizzazione e commercializzazione, generalmente gestito da cooperative. Si producono frumento, mais, barbabietole da zucchero, frutta, ortaggi, canapa e lino. Estese e pregiate le colture vinicole (Lambrusco, Albana, Sangiovese). Fiorente l'allevamento del bestiame (soprattutto bovini, suini e pollame). Di conseguenza di importanza notevole sono le industrie di trasformazione, soprattutto in campo alimentare: formaggi (Parma e Piacenza), salumi (Bologna e Modena), conserve, vino, ecc. Intensa la pesca nell'Adriatico e nelle valli di Comacchio (in cui vi sono importanti allevamenti ittici). Le risorse minerarie sono rappresentate dal metano e dal petrolio (Cortemaggiore, Ravenna). Importanti le industrie tessili (Bologna e Reggio), automobilistiche (Modena) e chimiche (Ravenna). Di alto livello la produzione artigianale (ceramiche di Faenza). Una notevole risorsa è rappresentata infine dal turismo che sfrutta le grandi spiagge adriatiche (Rimini, Riccione, Cattolica ecc.) ed i centri termali come Salsomaggiore. Conseguentemente il reddito regionale è tra i più alti d'Italia. Nel novembre 1994 le regioni italiane del Nord-Ovest sono state colpite da una terribile alluvione che ha devastato le zone interessate. la Protezione Civile e i volontari sono stati impegnati a fondo nei soccorsi. La provincia più colpita della regione è Piacenza. Danni gravissimi per l'agricoltura: distrutti prodotti pronti per la vendita, perduti seminativi, attrezzature devastate. Per gli agricoltori è stato necessario almeno un anno per rimettere a coltura i seminativi.
Storia: Abitata già nella preistoria, come dimostrano gli scavi di Albinea, di Campeggine e di Cumarolo, fu sede di una fiorente civiltà nell'età del ferro (primo millennio a.C.), la cosiddetta cultura villanoviana, a cui si sostituirono stanziamenti etruschi nei secoli successivi. Nel IV sec. vi si stabilirono i Galli. Dopo la conquista romana, l' Emilia Romagna costituì l'VIII regione di Roma, prendendo il nome dalla via Emilia che la attraversava. Nel 402 Ravenna diventò la capitale dell'impero d'occidente, ma la regione fu presto occupata dai barbari, mentre a Ravenna sopravviveva il dominio bizantino di cui ci restano notevoli opere d'arte. Occupata dai Franchi nel 751, fu in parte assegnata al Papa (Bologna e Romagna) nel 1278 e nel medioevo fu dominata dai vescovi, i quali tuttavia parteggiarono per l'Impero durante le lotte per le investiture. Il sorgere dei Comuni portò a gravi lotte intestine delle quali approfittarono due potenti famiglie non emiliane, gli Estensi ed i Visconti, che riuscirono ad imporre la loro signoria su gran parte della regione. Ai Visconti successero i Farnesi a Parma e Piacenza e in seguito i Borboni di Spagna, mentre Modena diveniva un ducato della casa d'Austria-Este (XVIII sec.). Napoleone I incorporò Parma e Piacenza alla Francia, Modena e Reggio prima alla Repubblica Cisalpina (1797) e poi al Regno d'Italia (1808). Il Congresso di Vienna assegnò nel 1815 le prime a Maria Luisa d'Austria, le seconde alla famiglia d'Austria-Este, sotto il cui dispotico dominio si sviluppò una intensa attività rivoluzionaria culminata nel 1859 con la cacciata dei duchi, l'instaurazione della dittatura di Farini seguita, nel 1860, dall'annessione al Regno d'Italia. All'avanguardia nel campo delle realizzazioni sociali (cooperative, mutue ecc.) l'Emilia diede un notevole contribuito alla lotta antifascista ed alla Resistenza.
Personaggi celebri: Reggio Emilia diede i natali ai due massimi poeti del Rinascimento: M. M. Boiardo (nato a Scandiano nel 1441) e Ludovico Ariosto (nato nel 1474). L'Emilia diede i natali anche a uno dei più grandi musicisti italiano, Giuseppe Verdi nato a Busseto (Parma) nel 1813. Nel campo della scienza si impongono le grandi figure di Malpighi, uno dei fondatori della moderna anatomia, nato a Crevalcore (Bologna) nel 1627; di E. Torricelli, l'inventore del barometro, nato a Faenza nel 1608; di Righi, il fisico che fu un pioniere nel campo della elettricità applicata ai circuiti oscillanti (che sono alla base della moderna elettrotecnica), nato a Bologna nel 1850; di Guglielmo Marconi, l'inventore delle trasmissioni a distanza e della radio, nato a Bologna nel 1874. L'erudizione è rappresentata da Pico della Mirandola (nato a Mirandola nel 1463) e da Lodovico Muratori, l'insigne storico, nato a Vignola (Modena) nel 1672.
Arte e Letteratura: La regione è stata inoltre patria di numerosi artisti e sede di diverse scuole: ricordiamo la scuola ferrarese (sec. XV-XIV), fiorita attorno alla corte estense, che diede una interpretazione totalmente originale dei temi dell'umanesimo ed ebbe tra i suoi maggiori esponenti Cosmè Tura (1430 ca-1470), Francesco del Cossa (1436-1478) e Ercole de' Roberti (1450 ca-1496); la celebre accademia dei Carracci, sorta a Bologna sul finire del sec. XVI e ispirata ad un classicismo in chiave naturalistica che influenzerà notevolmente la pittura italiana dell'epoca e quella successiva. Ricordiamo inoltre artisti come il Correggio (1489-1534) e il Parmigianino (1503-1540), attivi a Parma; il bolognese Guido Reni (1575-1642) e infine Filippo de Pisis (Ferrara 1896-1956) e Giorgio Morandi (Bologna 1890-1964), tra i più significativi pittori contemporanei, i quali, insieme a Carrà e De Chirico, diedero vita alla corrente metafisica, che ebbe a Ferrara la sua sede di elezione nella seconda metà degli anni '10.
pag. 1 2